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AREA interpreta la propria attività di impresa di pulizie ponendosi come obiettivo il miglioramento dell’armonia ambientale, al fine di garantire la salute dell’uomo e una migliore qualità della vita.

Pulizie tecniche (Legge 155 HACCP)

Le aziende che trasformano, trattano e producono alimenti hanno l’obbligo di seguire rigidamente i protocolli del D.L. 26 maggio 1997 n. 155 – Direttiva 43/93/CEE H.A.C.C.P. – Hazard Analysis Critical Control Point, aggiornata nel 2006 dal regolamento 852/2004.

Area garantisce la corretta applicazione dell’HACCP, fondamentale per mantenere sotto controllo le cariche batteriologiche negli ambienti e sulle attrezzature.

Il sistema dell’HACCP si sviluppa in due tempi; cinque fasi preliminari sono seguite dall’applicazione di sette principi.

Fasi preliminari:

  • Formazione dell’HACCP–team
  • Descrizione del prodotto
  • Identificazione della destinazione d’uso
  • Costruzione del diagramma di flusso
  • Conferma sul posto del diagramma di flusso.

Principi dell’HACCP:

  • Individuazione dei pericoli ed analisi del rischio
  • Individuazione dei CCP (punti di controllo critici)
  • Definizione dei Limiti Critici
  • Definizione delle attività di monitoraggio
  • Definizione delle azioni correttive
  • Definizione delle attività di verifica
  • Gestione della documentazione

I sette principi HACCP

Principio 1 – Identificare i rischi potenziali associati alla produzione di un alimento in tutte le sue fasi ( coltura o allevamento, processo, produzione, distribuzione) fino al consumo. Valutare le probabilità che il rischio si verifichi e identificare le misure preventive per il suo controllo. I pericoli che attentano alla sicurezza del prodotto possono essere classificati in Fisici, chimici e biologici.

Principio 2 – Identificare le procedure e le azioni da svolgere per eliminare i rischi o minimizzare la probabilità che si verifichino (punti di controllo critici) in ogni fase della produzione e della manipolazione di alimenti: durante il lavoro agricolo, nella ricezione e/o produzione delle materie prime, nella formulazione, nel processo, nella conservazione, nel trasporto e nella vendita, fino al consumo.

Principio 3 – Stabilire i limiti critici che devono essere osservati per assicurare il controllo di ogni CCP. Il limite critico è il valore che separa l’accettabilità dall’inaccettabilità. I limiti critici sono stabiliti dalle leggi, oppure da GMP (good manufacturing practices) quando derivano dall’adozione di una igienica pratica di lavorazione.

Principio 4 – Stabilire un sistema di monitoraggio che permetta di assicurarsi il controllo dei CCP tramite test, o con osservazioni programmate. Il sistema di monitoraggio sarà costituito dalle rilevazioni, in momenti definiti, di un determinato parametro che deve rispettare un limite critico stabilito.

Principio 5 – Stabilire l’azione da attuare quanto il monitoraggio indichi che un particolare CCP non è sotto controllo. Le azioni correttive richiedono il trattamento delle “non conformità” e la revisione del sistema, per evitare che la deviazione dei parametri prefissati possa verificarsi nuovamente.

Principio 6 – Stabilire procedure per la verifica che includano prove supplementari e procedure per confermare che il sistema HACCP funzioni in modo efficace. Stabilire una documentazione che attesti l’avvenuta applicazione di ognuno dei sette principi.

Principio 7 – Stabilire una adeguata documentazione riguardante le procedure di registrazione appropriate a questi principi e le loro applicazioni.

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